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Utility e pagamenti digitali restano lontani

Le utilities restano lontane dalle ultime tecnologie di pagamento digitali. Bollettino e addebito in conto corrente (SDD) restano in gran parte maggioritari. Ben poco spazio, per ora, per wallet, app e P2B.

Il 50% dei pagamenti tramite SDD

Il contante, per il pagamento delle bollette, è già in minoranza. Alla tavola rotonda “Nuove frontiere di pagamento nel settore utilities” al Salone dei Pagamenti 2018 sono stati presentati i dati di una ricerca Bain & Company. Che conferma come, nel 2017, il 50% delle bollette è stato pagato con SDD, addebiti diretti SEPA sul conto corrente. I bollettini dominano sul 45% delle bollette, mentre la quota restante si divide su altre tipologie di trasferimento bancario.

L’Italia ama il contante

Bisogna sempre tenere presente che il mercato retail italiano resta molto legato al cash, da cui passa il 63% dei pagamenti. Le carte coprono solo il 19%, l’addebito in conto corrente SDD il 14%.

I vantaggi dei pagamenti digitali per le utilities

Il rapporto futuro tra utilities e pagamenti, però, potrebbe essere molto diverso. Il 40% dei pagamenti ricorrenti degli italiani riguarda le utenze luce e gas: normale, quindi, che ci sia forte interesse per soluzioni svincolate dal contante, che consentano alle aziende di velocizzare la riconciliazione, con costi molto minori. Wallet e carta di credito puntano proprio a garantire maggiore tracciabilità, contrastando le utenze morose. Interessanti anche le opportunità di upselling: il cliente che paga digitalmente rilascia infatti dati e informazioni utili per proporre campagne di marketing su misura e aumentare la retention.

Pagamenti e costi di implementazione …

Consapevoli di questi vantaggi, diversi fornitori di energia hanno iniziato a guardare con interesse ai digital payments. Tra questi c’è E.ON. «Da qualche tempo, per la sottoscrizione di contratti di fornitura luce e gas, abbiamo integrato sulla nostra piattaforma soluzioni come MyBank, CBILL e PayPal, oltre ad accettare i pagamenti con carta – ha raccontato Luca Franzoni, Director Operations & Customer Care, E.ON. Ma i risultati sono ancora deludenti: a oggi circa lo 0,5% delle transazioni passa da questi canali, tutto il resto si muove come sempre sui canali tradizionali (SDD e bollettini in primis). Tanto che ci stiamo domandando se i costi di implementazione giustifichino l’investimento».

… alla ricerca del giusto equilibrio

Come risolvere il problema? «Serve andare alla scoperta di quella che una volta si chiamava la killer application – ha suggerito Roberto Rossetti, Responsabile Funding e Coperture Finanziarie, Gruppo Hera. Cioè l’app, o il servizio di pagamento, che offre il miglior equilibrio tra user experience e costi: la soluzione migliore per i clienti al prezzo più conveniente. Noi per ora le stiamo testando tutte: Jiffy, CBILL, MyBank e il Virtual IBAN con UniCredit. Perché gli ostacoli devono essere superati: il digitale è necessario e la digital trasformation inevitabile».

L’importanza dell’education …

Il digitale è una tappa obbligata anche per Alessandro Viola, Responsabile Corporate Sales di Nexi. «A maggior ragione perché oggi – ha detto Viola – le utilities non vendono più KW ma servizi a valore aggiunto: prodotti per la casa, lampade, termostati, device IoT, etc. Quindi se l’utente continua a pagare in modo tradizionale soluzioni così innovative, va educato. Come Nexi stiamo ad esempio spingendo sulla possibilità di pagare la bolletta sì in un punto fisico, ma con lo smartphone: in questo modo anche chi paga “alla vecchia maniera” è avvicinato al digitale».

… e della fiducia

Il problema è, del resto, ormai noto: non è vero che i consumatori non apprezzano o non sanno utilizzare le soluzioni di pagamento più innovative, il fatto è che non sono conosciute e sono poco pubblicizzate. «Spesso molti servizi non sono neanche così nuovi – ha spiegato Carlo Maiocchi, Direttore Corporate, SIA. Si pensi ad esempio a MyBank, che in fondo permette di eseguire un semplice bonifico: molti utenti non ne hanno mai sentito parlare e, non fidandosi, non lo utilizzano. Sono le prime difficoltà che stiamo riscontrando anche con Jiffy, per i consumatori che scelgono di utilizzarlo per pagare le bollette Hera».

Le ultime notizie su: Pagamenti, Gruppo Hera, EON, SIA, Nexi

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