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Il fotovoltaico cresce. Ma guarda al 2030 con timore

L’Italia è a buon punto sul solare, ma si teme un freno in vista del 2030. È il Key Energy di Rimini a fare il punto su questo scenario: a settembre il fotovoltaico ha assicurato l’8% della produzione elettrica nazionale, tuttavia tra qualche anno aumenteranno le difficoltà.

Il fotovoltaico tra record e ostacoli

Un risultato non da poco quello di settembre, come lo ha descritto Althesys all’evento emiliano. Un record raggiunto grazie a 2,35 miliardi di chilowattora prodotti con impianti della potenza di circa 20 GW. Il parco solare italiano conta oggi infatti 815mila impianti, che ogni anno producono circa 25 miliardi di chilowattora. Tuttavia, con la fine del Conto Energia si è registrata una frenata nella posa di nuovi pannelli solari e già nel quadriennio 2014-18 l’installato si è fermato attorno ai 400 MW annui.

Ancora lontani dagli obiettivi UE per il 2030

Con i nuovi obiettivi dell’UE, che impongono il 32% di energia rinnovabile entro il 2030, l’Italia dovrà inoltre rivedere al rialzo il target previsto dalla Strategia Energetica Nazionale SEN 2017. Quindi il fotovoltaico dovrebbe collocarsi sui 68 GW contro i 19,7 GW del 2017, arrivando a produrre 80 miliardi di chilowattora l’anno. Ma siamo ancora molto lontani da questi traguardi.

Pannelli solari “anziani”

Si comincia in aggiunta a sentire l’effetto dell’età dei pannelli, con una perdita media di produzione dell’1,6% all’anno. Secondo le analisi, l’età media degli impianti fotovoltaici italiani è compresa tra gli 8-10 anni. E la nuova potenza (circa 400 MW/a) è appena sufficiente a sostituire quella che si perde con l’età: senza interventi di rinnovamento, al 2030 la perdita totale potrebbe arrivare a 5 GW, pari al 25% circa della potenza esistente al 2018.

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